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My brief and lovely escape to Livorno la rossa

Ho sempre avuto un debole per la cadenza labronica, per quell’umorismo dissacrante che ho amato dai tempi di Ovosodo, e l’eleganza verace dei testi di Piero Ciampi perciò un weekend a Livorno era nelle mie corde da un pezzo.
L’inaugurazione della statua di Bud Spencer sul lungomare di Bomber il 2 Giugno ci è sembrata la scusa perfetta.
I giorni precedenti mi sono documentata in rete e con amici toscani. Federica mi ha dato diverse dritte per cena.

Ha vinto l’osteria Melafumo, dove, malgrado io abbia prenotato il mercoledì precedente, ho ottenuto solo un tavolo al secondo turno (22.30, dè!).
Ciò che non sapevamo è che, partendo da Roma, Livorno è lontana e che in base al punto di partenza il navigatore potrà suggerirvi di prendere l’autostrada, la risposta è sempre e comunque l’Aurelia. Con la SS1 in tre ore sarete sul bellissimo lungomare.
Livorno non è invasa dal turismo di massa, questo ci ha permesso di passeggiare e visitare senza mai dover far file, di poter fotografare senza rischiare di farci fare photobombing e poterci rilassare godendoci il silenzio della provincia.


Raggiungiamo facilmente il BB Acquamarina molto vicino al lungomare, prendiamo possesso della stanza e subito ci viene promesso dalla nostra oste un risveglio con la schiaccina appena sfornata.

Ovviamente a Livorno si cammina. Il parcheggio si paga anche la domenica perciò individuiamo il parcheggio del mercatino americano nella zona del porto a 40 centesimi l’ora. Oltretutto il mercatino è un’istituzione da queste parti, può essere interessante per i fanatici dell’abbigliamento militare o navy.
Dal mercatino basta attraversare la strada e ci troviamo subito nel quartiere della Venezia, Situato in prossimità della Fortezza Nuova la quale si trova su un isolotto ricavato sul canale, nel centro pieno di Livorno.

La Venezia è l’unica parte della città che dopo la Seconda Guerra Mondiale ha conservato la maggior parte dei suoi monumenti, tra cui vi sono diverse chiese e palazzi, e, sebbene non sia proprio in linea con la Livorno medicea, difatti fu costruita nel ‘600 da ingegneri veneziani, rappresenta il vero centro cittadino.
La somiglianza con la città di Venezia, è evidente nei canali navigabili, i Fossi Medicei e in particolare il Fosso Reale. Questa zona della città ha un fascino davvero particolare e nel mese di agosto vi si svolge Effetto Venezia, il fulcro dell’estate labronica.

Andiamo al Mercato delle Vettovaglie nel quartiere OvoSodo, bellissima struttura realizzata con ferro e vetro. Ci sono 200 banchetti e un magazzino sotterraneo rifornito attraverso il Fosso Reale. Veniamo intercettati dall’ideatore delle VettoVaglie, un locale all’interno del mercato gestito da un gruppo di sommeliers e aperto fino a mezzanotte.


Il quartiere Ovosodo è molto caratteristico, giallo e bianco proprio come l’uovo sodo, e per citare il protagonista del film, potremmo definirlo “un mix tra Napoli, Berlino e Bucarest”.

Passeggiando raggiungiamo il Pontino, quartiere un tempo popolato dai comunisti e dagli anarchici. Il Pontino è molto legato alla tradizione delle gare remiere, soprattutto la Coppa Barontini, intitolata a Ilio Barontini, combattente antifascista che viveva in questo quartiere. Ospita inoltre il vecchio Teatro San Marco, ora un asilo e dove nel 1921 nacque il Partito Comunista Italiano.

Infine passeggiamo per la Gran Via, che connette il porto con la piazza principale, su entrambi i lati si trovano due vie pedonali coperte e piastrellate ed un sacco di negozi. Raggiungiamo Piazza della Repubblica una delle più grandi piazze della città, Si trova sopra il Fosso Reale, dalla piazza non si direbbe mai di trovarsi sopra un ponte. Per i livornesi la piazza è nota come Voltone, proprio per la presenza della volta che copre il Fosso Reale
E quando ci siamo stufati andiamo verso il Melafumo il nostro ristorante (che nel frattempo ci ha chiamato e anticipato la prenotazione alle 20.30).

Entriamo. Bandiere rosse, Che Guevara e Berlinguer esposti ovunque, falce e martello sulle magliette dei camerieri, sciarpe di tifoserie di sinistra. Le tovaglie sono di carta, le posate e piatti sono spaiati. Prendiamo un antipasto per due chioccioline di mare, cozze e baccalà in pastella. Il tutto magnifico. Una grigliata mista acqua e vino della casa (il vino della casa è gratis). Infine due amari. 44 euro. Atmosfera goliardica da festa dell’unità di una volta, condita da una selezione musicale a base di Modena City Ramblers, Guccini e tanto altro buon cantautorato. Ho cantato tutta la cena.

Melafumo è stata l’esperienza, quella che raccontarla è riduttivo. Sicuro ci torniamo penso.

L’indomani dopo una colazione a base di schiaccina calda come promesso decidiamo di passeggiare sul lungomare.
Raggiungiamo la Chiesa di San Jacopo in Acquaviva. Si tratta di una chiesa ottocentesca, nata sulle fondamenta di una cappella costruita intorno all’anno 1000, che si affaccia direttamente sul mare. Il nome della chiesa deriva dal fatto che una sorgente nasceva proprio sotto la costruzione.
Dalla chiesa pochi passi e siamo sulla bellissima Terrazza Mascagni, costruita dopo la Seconda Guerra Mondiale.

La terrazza panoramica che contraddistingue la città di Livorno si estende sopra quello che un tempo era il Forte dei Cavalleggeri. Prende il nome del compositore livornese Pietro Mascagni (quello della Cavalleria Rusticana ndr).
Dopo delle ottime penne cacciuccate (occhio, con 5 C) ed aver acquistato il Vernacoliere decidiamo di fare un giro in battello per i canali.
Il Tour in Battello dei canali Medicei richiede circa un’ora e offre una prospettiva inusuale , tra palazzi eleganti e rioni pittoreschi, chiese e antiche fortezze.
Si parte dal monumento dei Quattro Mori, all’ingresso della città dal mare, e uno tra i più noti di Livorno, si prosegue per La Fortezza Vecchia, poi la Venezia e Pontino, la Fortezza Nuova, il Fosso Reale, il quartiere Ovosodo ed infine il porto.


Sono quasi le 18 e tra poco in Viale Italia all’altezza dello scoglio della regina ci sarà, alla presenza delle autorità locali, la cerimonia per l’inaugurazione della statua di Bud Spencer. La prima in Italia (perché ce n’è una a Budapest ndr).

Arriviamo in anticipo la statua è coperta da teli verdi e già c’è una discreta folla. Aumenta al punto da non riuscire ad avvicinarsi. Per fortuna c’è anche il cosplayer con cui farsi le foto.

C’è il figlio di Bud, il sindaco, da qualche parte dovrebbero esserci Giorgione e gli Oliver Onions.
Dopo un po’ qualcuno inizia a sistemare i tavoli e piatti e posate, dalla parte opposta dei pentoloni.

Qualcun’altro inizia a fare i piatti di fagioli e salsicce, nel frattempo scoprono la statua.
Di vetroresina, il Bud è vestito di blu, da marinaio. La statua è un po’ goffa , kitsch talmente tanto da fare tutto il giro e diventare bella.

Perché siamo sul lungomare di Bomber, con un bicchiere di vino e un piatto di salsicce e fagioli.
Perchè per citare ancora Ovosodo
“Ma qui a Livorno non c’era il mare? Io voglio fare subito il bagno.”
“Dio bono, c’è sì! Qui manca tutto fuorché il mare.”

Il consiglio musicale di questa volta è un sempre sottovalutato Piero Ciampi

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