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Sci in Val Gardena: Ortisei, Selva o Santa Cristina?

Che la Val Gardena sia uno dei posti più migliori al mondo dove sciare è cosa nota. Non starò a perder tempo spiegandovi il perchè. Se state leggendo questo articolo probabilmente già lo sapete, oppure prendetelo semplicemente per buono.

Se avete deciso di trascorrere la settimana bianca in Val Gardena ma non sapete in quale delle tre località soggiornare, questo articolo fa al caso vostro.

Ortisei, Santa Cristina o Selva? ognuno dei tre paesi ha le sue peculiarità e la scelta dipenderà alla fine dal vostro livello sugli sci, dai servizi che vi fanno comodo e dalle vostre tasche. Fermo restando che se volete davvero risparmiare la Val Gardena non fa al caso vostro.


Ortisei

E’ il primo paese che si incontra venendo dall’autostrada del Brennero ed è il più grande dei tre. L’atmosfera che si respira è quella di una piccola cittadina di montagna. Ha un bel viale pedonale su cui affacciano alberghi di lusso con terme all’aperto, negozi di sport e parecchi bar in cui fare baldoria. Passeggiare è molto piacevole e la località è animata. Se amate l’Apres ski, un aperitivo carino e volete vedere un po’ di gente in giro, venite qui. Il paese è inoltre molto interessante architettonicamente e storicamente: pieno di edifici antichi, di legno o di intonachi colorati con affreschi.

I servizi sono eccellenti e la località è dichiaratamente family friendly. Inoltre, essendo più grande degli altri due paesi l’offerta per case e alberghi è particolarmente ampia, il che garantisce comunque prezzi ragionevoli.

Dal punto di vista dello sci Ortisei ha due versanti: il Seceda, e l’Alpe di Siusi. Quest’ultima è percorsa da una serie di piste facili e poco ripide, su cui non mi soffermo perchè, essendo notoriamente il posto preferito da principianti e pippacce varie, non la conosco affatto 🙂

Il Seceda ha delle belle piste rosse ampie e ben tenute, ma soprattutto è molto soleggiato anche in bassa stagione quando in altri versanti della valle il sole è sistematicamente coperto dai colossi dolomitici. Dal Seceda è possibile raggiungere le altre località della valle e la Sellaronda (il famoso giro dei quattro passi). Tenete però presente che partire da qui sci ai piedi, percorrere il Sellaronda e tornare è una bella impresa, che diventa veramente eroica in alta stagione con le file agli impianti.


Tramonto a Ortisei

Santa Cristina

E’ il più piccolo dei tre paesi ed occupa una posizione intermedia nella valle tra Ortisei e Selva. E’ poco più di un gruppo di case sparse, ed al di là di una bella chiesa non ha neanche un centro vero e proprio. Dal punto di vista della vita, non dico notturna, ma almeno tardo-pomeridiana, siamo lontani anni luce da Ortisei. Qui è però possibile trovare i prezzi migliori per dormire.

Sotto il profilo sciistico va detto che da Santa Cristina parte, o meglio arriva, la pista Saslong, che è certamente una delle nere più belle delle alpi. Il paese è collegato con la Sellaronda molto bene in quanto dista solo un paio di impianti, tra l’altro proprio quelli della Saslong, dal circuito principale. E’ possibile quindi partire comodamente da Santa Cristina, percorrere il Sellaronda e tornare in paese dalla Saslong, che nel tardo pomeriggio è spesso ben illuminata in quanto il sole “sbuca” ad ovest del Sassolungo.


Selva (Wolkenstein)

Selva o Wolkenstein è la località più alta della valle e si trova proprio sotto due dei passi che compongono il tour del Sellaronda: il passo Sella ed il passo Gardena.

Rispetto a Santa Cristina, Selva è più animata, con bar e locali per l’Apres ski in abbondanza. Anche nei rifugi in quota c’è un’aria più festaiola: la musica a cannone è frequente e capita anche di vedere qualcuno che balla sui tavoli. Delle tre località Selva è decisamente la più giovane e modaiola.

Qui i prezzi sono alti, anche perchè il paese è piccolo e l’offerta è limitata. Si finisce quindi per spendere parecchio qualunque cosa si faccia.

Dal punto di vista tecnico siamo nel cuore del Sellaronda. Da qui è possibile raggiungere in giornata tutti i comprensori collegati inclusa la Marmolada, se si hanno buone gambe e non c’è troppa fila agli impianti. Nessuno ovviamente vi vieta di trascorrere una giornata al sole del Seceda o di fare un’ultima Saslong prima di rincasare. Da qui tutto è a portata di sci. Se la vostra priorità è sciare, Selva è il top della valle.


Quindi, ricapitolando:

  • Ortisei se vi piace l’atmosfera di una cittadina di montagna, avete dei bambini piccoli o non siete dei grandi sciatori.
  • Santa Cristina se volete risparmiare qualcosa pur soggiornando a un passo dalla Sellaronda e non vi importa nulla della vita sociale.
  • Selva se la vostra priorità è lo sci, volete divertirvi ed avete il portafoglio gonfio.

Spero di essere stato chiaro.

Concludo ribadendo, casomai ce ne fosse bisogno, che tutte le località della valle sono egregiamente servite dagli skibus.

Sciatrici sul Seceda
Il caratteristico profilo dello Sciliar domina l’Alpe di Siusi
La città dei Sassi, ai piedi del Sassolungo
Campi bianchi

Viaggiatore da una vita. Ho piantato la tenda sull'aspra brughiera delle Orcadi e sorseggiato mojhito sulla sabbia bianca di Bora Bora. Ho visitato il cuore rovente dell'Islanda ed attraversato gli USA da un oceano all'altro. Ho conosciuto un filosofo cubano di nome Aristoteles, e visto i Sami giocare a calcio alle tre del mattino in un'area di servizio oltre il circolo polare artico. Ho cotto gli spaghetti nel Tiergarten di berlino ed ero a Times Square la notte che Trump ha sconfitto l'america. Mi muovo a piedi in bicicletta, in treno e in automobile: ad ogni viaggio il suo mezzo. Ma meglio se leggero. Sono fermamente convinto che l'Italia sia il paese turisticamente più importante del mondo, se vissuto fuori stagione. Tuttavia amo trascorrere l'estate al fresco nel Grande Nord. Cicloturista enogastronomico dell'era Decathlon, mi considero più un cacciatore di paesaggi che un Trekker vero e proprio. Ho comunque al mio attivo un 4000 e numerose cime minori. Ho viaggiato con tre, cinque, dieci amici, alcuni dei quali scrivono in questo blog. Oggi viaggio con mia moglie che scatta fotografie e traccia la rotta col GPS, ma non rinuncio mai alla sensazione del dito che scorre su una carta geografica. Mio figlio a 6 mesi ha già raggiunto quota 2.400 e calcato alcune delle spiagge più belle del mediterraneo. Sta buono solo in viaggio. Credo che farà grandi cose.

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