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My escape to Holy Land

Avevo già tentato di visitare Tel aviv e Gerusalemme a dicembre’17.

Tentativo fallito, ça va sans dire, grazie a Trump. Ho deciso di riprovarci pochi mesi più tardi Maggio ’18 per essere precisi, stavolta raggiungendo l’obiettivo.

Non troverete né un itinerario né tips su locali o ristoranti (per quello c’è la Routard), quello che segue è quanto avrei voluto trovare io in rete prima di partire.

Oggi mamma RyanAir ci porta a Tel Aviv dall’aeroporto di Roma Fiumicino, dunque con un ragionevole anticipo si rischia di volare verso la terra promessa ad oneste 70 euro.  Io sono andata con Elena, cara amica, partner in crime, compagnia di viaggio ideale da ormai 10 anni.

Per questa volta abbiamo deciso di prenotare una stanza a Tel Aviv su AirBnB nell’appartamento di una coppietta locale così da avere due potenziali amici a cui rivolgerci.
Scelta azzeccatissima, Shira e Pavel sono stati due host fantastici, e il loro appartamento si trova in un quartiere carino, tranquillo e ad un passo dalla spiaggia e dalla via dei locali. (Havatzelet HaSharon  farmbitan1 il ranch).

Ma entriamo nel vivo di quello che vorrei che voi sapeste…

Dall’aeroporto Ben Gurion si arriva comodi alla stazione di Tel aviv con il treno.
Si prende uscendo dall’aeroporto, è uguale se destra o sinistra, il biglietto si procura facilmente alle macchinette automatiche. Si paga con carta di credito, purché abbia la banda, ATTENZIONE, in Israele non esistono lettori di carte con chip.
Il prezzo è di 13 e rotti ILS, circa 3 Euro. Il treno passa al binario 2 e con una ventina di minuti siete in città (ovviamente se non vi troviate a voler fare questo ambaradan al venerdì dopo le 16 o al sabato, se così fosse siamo in pieno Shabbat dove non si muove una foglia tranne i Taxi).

Dopo essere usciti dalla stazione si passa attraverso un cantiere (la città è piena di cantieri qui e lì), e si giunge al capolinea dei bus ben visibile oltre il piccolo cantiere a destra. Niente panico, i bus copriranno i 4 punti cardinali.
Attenzione: il biglietto del bus si può fare comodamente a bordo ma solo in contanti, alla stazione non vi sono bancomat, ERGO procuratevi dei soldi in aeroporto.

Eccetto per questi due o tre accorgimenti che mi avrebbero evitato di perdere almeno un’oretta e fatto fare la figura della pezzente sul bus, poiché sprovvista di denari per acquistare il biglietto, Tel Aviv  è una città splendida.
Un caffè a cielo aperto, una spiaggia a portata di aperitivo, un popolo giovane e attraente che ha scoperto tutti i segreti della mobilità alternativa. La bolla, come la chiamano gli israeliani, merita certamente due o tre brindisi.

Vista l’infelice esperienza dell’8 dicembre ’17 in cui a Gerusalemme scoppiava un bel casino, per questa volta abbiamo optato per un “One day trip”.

Alla stazione centrale di Tel Aviv si prende il bus 405 per Gerusalemme, fonti autorevoli ci dicono che esiste anche il treno e che fa un percorso più suggestivo ma, per visitare la città soprattutto con poco tempo a disposizione, è preferibile il bus. Anche in questo caso il biglietto si fa a bordo e si paga cash. Il bus passa ogni 10 minuti, vi porta a destinazione in un’oretta circa al prezzo di 18 ILS ( 4 euro e 50 più o meno)
All’arrivo si esce, si attraversa la strada e si prende il tram per una manciata di fermate. C’è una sola linea di tram per giungere al centro della città vecchia. È necessario procurarsi il biglietto prima poiché non c’è modo di acquistarlo a bordo. Ci sono distributori automatici random, ad alcune fermate sì ad alcune no e si può pagare il biglietto sia con carta (purché con banda) sia cash.

Gerusalemme è, con diritto, tra le 50 città da vedere almeno una volta nella vita secondo l’Huffington Post e tra le città in cui è un dovere andarci con un buon obiettivo secondo me.

Incontro di culture, crocevia di popoli, ti costringe a stare all’erta ma ogni boccone è un fuoco d’artificio. Perdetevi seguendo il flusso alla ricerca dell’hummus perfetto.

Parola di scout.

Suggerisco di fermarvi a fare foto ad ogni angolo, anche se i tempi del viaggio non sono quelli della fotografia, è un posto unico che difficilmente potrà stancare.

La strada dalla stazione di Tel Aviv a Ben Gurion è presto fatta, in 20 minuti siamo comodamente in aeroporto.
Occhio che il treno porta al terminal principale, invece Ryan parte dal terminal 1.

Troverete una navetta gratuita fuori, assicurarsi che vi conduca lì perché ne passa più di una, alcune vanno ai numerosi parcheggi dai quali non c’è modo di tornare indietro nel breve periodo, a volte non cambiano la destinazione sulla facciata del bus dunque, mi straraccomando chiedere e richiedere.

Vi intimo di essere in aeroporto con largo anticipo per via dei lunghissimi controlli, il personale di terra è estremamente curioso e, soprattutto se avete viaggiato in Medioriente, vi chiederà quanto, quando, da chi, con chi, perché e numerose altre curiosità.
Consiglio dunque da mettere in conto un’oretta da dedicare a questa chiacchierata.

Last but not least, l’app di RyanAir non funziona in Israele, assicuratevi di stampare il check in del ritorno o almeno uno screenshot dal sito web.

Per questa fuga consiglio l’ascolto di Illinois di Sufjan Stevens.

Sulla terra promessa è tutto

Hasta la prossima

G.

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