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USA on the road – 2 La Florida è una Repubblica fondata sul divertimento

Lasciata Miami ci dirigiamo a nord, verso Orlando e ci immergiamo nelle campagne popolate da ricchi americani che hanno comprato casa in Florida. L’intero stato per la verità sembra reggersi su questo concetto. Non producono niente in Florida, non coltivano, non hanno industrie, non sono all’avanguardia. Semplicemente aspettano che lo facciamo gli altri americani e poi gli vendono il sole, il mare, e un mojhito.

Miami è il turismo americano per eccellenza, Orlando è un immenso parco giochi, tutto quello che c’è in mezzo sono villette per i benestanti e villone per i ricchi. Miglia e miglia di villette su tutta la linea costiera, mentre l’interno è una sorta di immensa palude, di cui le Everglades rappresentano il fiore all’occhiello. A proposito, nelle Everglades abbiamo visto gli Alligatori!

Alligatore che si affaccia sulla stradina pedonale

Forse visto è riduttivo, in realtà un Alligatore è quasi entrato nel viottolo pedonale sbarrandoci la strada mentre strillava innervosito agitando la coda ed emettendo un richiamo gutturale inquietante e minaccioso. Ci siamo tenuti a due metri di distanza, avvicinarsi di più sembrava pericoloso.

Se Italo Calvino fosse stato a Orlando l’avrebbe certamente annoverata tra le sue Città Invisibili. Il motivo è che non si capisce dove sia effettivamente, in quanto alla vista offre solo un enorme reticolato di autostrade e parchi a tema. Qualche Motel e ristorante c’è, ma pochi. Tendenzialmente si vedono solo distese di asfalto, svincoli simmetrici, prati all’inglese e gli onnipresenti elementi architettonici dei parchi a tema. Scivoli acquatici, le orecchie di topolino, le sagome dei roller coaster, spiderman, il castello di Harry Potter, la nave di Jack Sparrow.

Il castello di Harry Potter

Non si capisce dove viva la gente, che pure deve essere tanta perché in questi parchi lavorano veramente centinaia di migliaia di persone. Ho fatto un conto approssimativo e penso che i parchi a tema di Orlando producano un PIL paragonabile a quello dell’Umbria.

Il negozio di gufi di Harry Potter
Il villaggio di Harry Potter

Tra le varie opzioni abbiamo scelto gli Universal Studios che sono un po’ più per adulti rispetto al classico Disneyland. La struttura resta molto simile, ma invece del pupazzo di topolino, per strada si incontrano Spider man e Hulk. La scelta si è rivelata azzeccata; il parco è curatissimo, il villaggio di Harry Potter è un gioiello e tra roller coaster e simulatori 3D in una giornata siamo riusciti a fare 5-6 attrazioni veramente meritevoli, più ovviamente quelle di “contorno”.

Le file sono fastidiose ma ragionevoli, più umane rispetto a Gardaland. Nel complesso comunque il prezzo sembra un po’ troppo alto, forse in fin dei conti il nostro Euro Disney offre un rapporto qualità prezzo migliore.

Dopo una tragica esperienza in un Motel low cost pieno di cockroach, uno scarafaggio tropicale gigante e rapidissimo che ha gettato un velo oscuro sulla nostra permanenza in questa magica dreamland, puntiamo il navigatore su Panama City, per assaggiare le calde acque del Golfo del Messico ed entrare finalmente nel vero South degli States.


Segue un elenco riepilogativo, purtroppo privo di fotografie, dei cartelli stradali visti negli USA (alcuni tradotti, altri in lingua originale):

Foto gigante di due vigilantes locali, accompagnata dalla scritta:“Le Gang vogliono i tuoi bambini. Questo non accadrà!

“Semplice, chiaro, diretto:“Whu is Jesus? Truth to 888-505-256”.

Qualora la telefonata non fosse sufficiente, puoi sempre chiamare in causa il diretto interessato: “Call on me and I will answer. God.”

Non siamo abituati alla pubblicità comparativa, quindi il cartello mi ha colpito. Nulla da obiettare sul messaggio comunque: “Molte persone preferiscono la Pepsi alla Coca cola. Lascia scegliere il tuo gusto!”.

Inquietante e poco verosimile: “Prison zone. Don’t pick up hitchhikers (autostoppisti)”

Pubblicità di un negozio di liquori, un po’ pesante ma in fondo positiva: “Attenzione! L’abuso di alcool può causare la gravidanza!”

Le autostrade sono spesso sponsorizzate dai soggetti più disparati, che ovviamente ci tengono a comparire sul cartello: “Adopt an Highway: King’s David Masson Lodge”

Messaggio ambientalista gigante trasportato da un areoplano sulla costa di San Diego: “SEAWORLD Sucks”


USA on the road – Capitoli precedenti:

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Viaggiatore da una vita. Ho piantato la tenda sull'aspra brughiera delle Orcadi e sorseggiato mojhito sulla sabbia bianca di Bora Bora. Ho visitato il cuore rovente dell'Islanda ed attraversato gli USA da un oceano all'altro. Ho conosciuto un filosofo cubano di nome Aristoteles, e visto i Sami giocare a calcio alle tre del mattino in un'area di servizio oltre il circolo polare artico. Ho cotto gli spaghetti nel Tiergarten di berlino ed ero a Times Square la notte che Trump ha sconfitto l'america. Mi muovo a piedi in bicicletta, in treno e in automobile: ad ogni viaggio il suo mezzo. Ma meglio se leggero. Sono fermamente convinto che l'Italia sia il paese turisticamente più importante del mondo, se vissuto fuori stagione. Tuttavia amo trascorrere l'estate al fresco nel Grande Nord. Cicloturista enogastronomico dell'era Decathlon, mi considero più un cacciatore di paesaggi che un Trekker vero e proprio. Ho comunque al mio attivo un 4000 e numerose cime minori. Ho viaggiato con tre, cinque, dieci amici, alcuni dei quali scrivono in questo blog. Oggi viaggio con mia moglie che scatta fotografie e traccia la rotta col GPS, ma non rinuncio mai alla sensazione del dito che scorre su una carta geografica. Mio figlio a 6 mesi ha già raggiunto quota 2.400 e calcato alcune delle spiagge più belle del mediterraneo. Sta buono solo in viaggio. Credo che farà grandi cose.

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