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Organizzare un viaggio in bicicletta

Il vostro primo viaggio in bicicletta

In questo articolo cercherò di darvi qualche suggerimento per organizzare un viaggio in bicicletta.

Viaggiare in bicicletta può diventare un’esperienza straordinaria se si pianifica bene il tragitto. Il viaggio “lento” permette un’esplorazione diversa rispetto alla velocità dell’automobile, una scoperta continua di piccoli dettagli, una connessione con luoghi e persone che arricchisce, e una maggiore libertà nel fermarsi e fare deviazioni.
Sia che vogliate passare due settimane in sella, sia che vi interessi impostare un percorso casa-lavoro quotidiano, è importante saper studiare dislivelli e sicurezza delle strade che dovete affrontare per rendere lo spostamento piacevole. Per fortuna esistono moltissimi strumenti gratuiti disponibili in rete che aiutano a misurare le distanze, le altezze, e a mostrare un’anteprima fotografica del percorso. Inoltre sono numerosi i forum e i siti dove si possono consultare i percorsi gps creati da altri utenti, spesso con note e commenti.

Uno strumento che io utilizzo spesso tra i primi è Naviki, di cui esiste un portale web e anche un’applicazione per dispositivi mobili. Naviki si basa sul sistema di mappe open source Open Street Map (che approfondiamo tra poco) ed è fondamentalmente uno strumento per pianificare percorsi dal punto A al punto B (con la possibilità di inserire numerose tappe tra partenza e arrivo). Si può selezionare il tipo di bicicletta o di percorso (quotidiano, mountain bike eccetera) per ottenere risposte personalizzate (ad esempio per preferire strade asfaltate oppure sentieri sterrati, itinerari poco trafficati o percorsi che offrono particolari bellezze naturalistiche). Una volta calcolato un percorso lo si può modificare, si può visualizzare l’altimetria, se ne può scaricare la traccia gps in vari formati (kml per Google Maps / Earth, gpx, ovl, tcx), e si può inviare il tracciato all’app per usarlo come navigatore. La app può tracciare un itinerario mentre lo si percorre, e si possono salvare nel proprio account numerosi tracciati già caricati sul database oppure creati da noi.

Naviki

Open Street Map è un sistema di mappe basato sui contributi degli utenti, ma che per diverse zone contiene i dati geografici più completi. Il principio, se non lo conoscete, è simile a quello di Wikipedia e in generale ai progetti open source: i dati vengono continuamente aggiornati dagli utenti, e partecipano anche professionisti che si avvalgono di immagini satellitari, dati gps e mappe sul campo. L’utilizzo delle mappe è abbastanza intuitivo ed è possibile anche qui ad esempio creare itinerari tra due punti, scegliendo il tipo di mezzo da utilizzare. La particolarità però è la funzione dei livelli: si può scegliere tra diversi stili di visualizzazione che contengono informazioni differenti, e tra questi a noi interessa il livello dedicato alla ciclabilità che evidenzia sentieri ciclopedonali, piste ciclabili, tracciati a lunga percorrenza locali, nazionali ed europei. Magari evitate di andare a confrontare le mappe di Olanda e Belgio con quelle nostrane…

Openstreetmap

Recentemente anche Google Maps ha inserito una modalità per calcolare le indicazioni stradali impostando la bicicletta come mezzo di trasporto, e oltre ad individuare le strade da percorrere propone i dislivelli e i tempi medi. Ma la funzione non è ancora disponibile ovunque, e ad una prima occhiata i percorsi sembrano non tenere da conto l’importanza di ridurre i dislivelli. 
Può essere utile, per evitare ad esempio di trovarsi su strade che scompaiono nel nulla (non è un esempio a caso…), provare a visualizzare il percorso da fare con Google Street View – utile anche per studiare le svolte e i paesaggi.

Google Maps

Wikiloc è un portale su cui gli utenti possono caricare i propri percorsi gps (non soltanto percorsi ciclabili, ma anche di escursionismo, sci di fondo, equitazione, 4×4 e tanto altro) filtrabili per lunghezza, difficoltà e ovviamente per paese. La ricerca interna non è proprio comoda se si vuole trovare un insieme di percorsi nella stessa zona tra cui scegliere, ma se ci si registra si possono filtrare su mappa gli itinerari divisi per mezzo di trasporto o tipologia di sport. Ogni itinerario ha una sua pagina dedicata che contiene la mappa, l’altimetria, la descrizione, i dati numerici (km, altitudine, durata eccetera) e i commenti di chi l’ha provato.

Wikiloc

Segnalo anche Strava, che ho personalmente usato poco, tramite cui si possono cercare i tracciati caricati da altri utenti per studiare dislivelli e distanze, e si possono caricare ovviamente anche i propri.

Stabilire un percorso

Qui viene il bello. La scelta del percorso è uno dei momenti più importanti quando si vuole organizzare un viaggio in bicicletta. L’idea è calcolare (magari con un po’ di allenamento vicino casa) quanti chilometri riuscite a fare al giorno in bicicletta, con tanto di borse cariche e attrezzatura per la pioggia. Se state iniziando, potete calcolare tappe brevi (30 o 50 chilometri, ad esempio) e su percorsi facili (un’idea potrebbero essere i Paesi Bassi, oppure il Belgio, dove le ciclabili formano una rete che non ha nulla da invidiare a quella automobilistica). Aggiungete ai chilometri giornalieri anche quelli che farete per visitare i posti dove farete tappa, o quelli durante l’itinerario: fare deviazioni in bicicletta è divertente! Considerate che su percorsi lisci (asfalto o piste ciclabili) potrete percorrere più chilometri, e che se il meteo non è favorevole (vento forte, pioggia) potrebbe rallentarvi. E’ utile anche testare la vostra resistenza al sellino (ed eventualmente cambiarlo per trovarne uno più comodo).

In realtà esplorando su OpenStreetMap con il giusto livello di zoom potete rendervi conto delle zone meglio servite dalla viabilità ciclabile; i coraggiosi potranno anche stabilire di seguire percorsi al di fuori delle ciclabili e magari percorrere le strade locali oppure i tracciati dei cammini, spesso sterrati.

Oppure potete seguire uno dei tracciati europei (la rete degli EuroVelo), di solito completamente organizzati, come la nuova Avenue Verte da Parigi a Londra, il Cammino di Santiago, le ciclabili dei fiumi in centro Europa (Danubio, Inn, Reno, Elba, ma anche il Po).

Potete scegliere anche di prenotare prima della partenza le notti, per avere il tempo necessario di selezionare alberghi, b&b, ostelli, case che permettano il ricovero delle bici e che offrano una sistemazione adatta al riposo (e una bella mangiata a fine tappa). Oppure scegliete se volete pernottare in tenda, in campeggio o in campeggio libero, e in questo caso valutate la quantità di cibo, stoviglie e attrezzature necessarie da trasportare. Personalmente, mi piace evitare di trasportare troppo peso e rischiare di dormire al freddo e sotto la pioggia, e fermarmi a mangiare e dormire in strutture locali, perché questo mi permette di godermi al massimo sia il viaggio sia il riposo.

Ma come trasportare la bici all’estero, o in un’altra regione?

In Italia quasi tutti i treni regionali sono attrezzati per il trasporto delle biciclette, con un vagone apposito (in testa o in coda) indicato dall’apposito simbolo blu. Le rastrelliere fornite non sono sempre comode e potreste avere difficoltà ad agganciare ruote più spesse del normale, ma, come nel caso di rastrelliere piene, potreste optare per non appendere la vostra bici ma appoggiarla a una parete.

Il costo per un viaggio in territorio italiano su un treno regionale è al massimo di 3,50€ (in realtà se il costo del biglietto per il passeggero “umano” è inferiore a 3,50€, anche la bicicletta pagherà la stessa cifra – il biglietto “supplemento bici” da 3,50€ però permette infiniti spostamenti durante una unica giornata). Il supplemento si può acquistare anche tramite le macchinette automatiche in stazione, andando su “altri servizi”.

Se volete invece salire su un treno rapido come le Frecce (Frecciarossa, Frecciabianca, Frecciargento) e gli Intercity (su Italo le uniche consentite sono le pieghevoli inserite in sacche) è necessario smontare parzialmente la bici per farla entrare in una sacca o un contenitore che non superi le dimensioni consentite (80 x 110 x 45 cm). Il contenitore può essere una sacca apposita da acquistare, un bustone di plastica, un telo con gli occhielli ben chiuso o ancora una scatola di cartone. Su internet si trovano diversi tutorial su come realizzarle artigianalmente.
Il “problema” (se non siete avvezzi a farlo) è che la bici andrà sempre parzialmente smontata: dovrete rimuovere le ruote, compresa la posteriore, e la parte esterna dei pedali; dovrete proteggere il cambio, il deragliatore e tutte le parti fragili con del materiale da imballaggio, e fissare tutte le parti che si potrebbero muovere o rovinare durante il viaggio.

Per approfondire il regolamento di Trenitalia: https://www.trenitalia.com/it/offerte_e_servizi/faq_bici.html e https://www.trenitalia.com/it/offerte_e_servizi/in_treno_con_la_bici.html

Treni per l’estero

Per il trasporto su un treno a lunga percorrenza e diretto all’estero è consigliabile acquistare il titolo di viaggio con un po’ di anticipo, o addirittura in agenzia, perché non sempre è facile acquistare anche il supplemento bici.

In aereo

La bici è trasportabile anche in aereo, con le stesse accortezze per quanto riguarda il contenitore e lo smontaggio, ma bisognerà prestare maggiore cura alla protezione delle parti delicate, e le gomme andranno sgonfiate. I bagagli sono spesso sballottati con poca cura e capita di dover affrontare alcuni danneggiamenti all’arrivo.
Nel caso dell’aereo, bisognerà segnalare la presenza della bici – o acquistare il supplemento se previsto – al momento dell’acquisto del biglietto (i prezzi variano a seconda delle compagnie), e dopo il check-in in aeroporto la sacca andrà lasciata all’accettazione dei bagagli ingombranti. Il vantaggio in questo caso è che nella sacca si può far entrare anche qualcos’altro, come vestiti o piccoli oggetti, che possono in caso essere usati anche per imbottire le parti più delicate.

Ma attenzione…

In entrambi i casi, è buona norma allenarsi a smontare e rimontare la bicicletta più volte per essere sicuri di poterlo fare anche in situazioni un po’ scomode e con tempi limitati, come può essere la banchina di una stazione o la zona degli arrivi di un aeroporto, e ovviamente portarsi in viaggio gli strumenti necessari. Un consiglio forse banale: trasportare la sacca con la bici in spalla non è per niente semplice (vi renderete conto di quanto pesa davvero!) quindi per non faticare troppo sarà comodo poter arrivare in stazione o in aeroporto pedalando, per poi smontarla prima di salire a bordo, oppure considerare di portarla già smontata ma in automobile o con un carrello.

In traghetto di solito non ci sono particolari limitazioni, ma controllate sempre di non dover pagare il biglietto anche per la bicicletta, e seguite le indicazioni della compagnia di navigazione.

Dovrete considerare anche il ritorno: la bici andrà impacchettata nuovamente, e avrete di nuovo bisogno degli stessi materiali e contenitori. Potete valutare ad esempio se lasciare la borsa in un deposito bagagli fino al ritorno, oppure trasportarla con voi.

Trasportare la bici sull'aereo

E i bagagli, e l’equipaggiamento?

Prima cosa, fondamentale: essere attrezzati con delle borse per portapacchi che siano impermeabili, e la cui chiusura non permetta il passaggio dell’acqua. Le migliori sono quelle in cui l’apertura superiore si arrotola e poi si fissa con la cinghia. Le più famose sono le Ortlieb (tedesche), ma esistono marche più economiche come le Crosso (polacche). Di recente anche Decathlon ha lanciato le borse con questo tipo di chiusura. Esiste anche un mercato dell’usato molto ricco.

Le borse indispensabili sono quelle per il portapacchi posteriore (al momento dell’acquisto verificate che l’attacco sia compatibile o regolabile), che insieme possono contenere mediamente fino a 40 o 50 litri. Se non sono riempite fino all’orlo lasciano spazio per ulteriore materiale da fissare al portapacchi, come una tenda o un materassino. In aggiunta si può valutare anche l’utilizzo delle borse da portapacchi anteriore (di solito più piccole, in coppia fino a 20 o 30 litri), ma ovviamente è necessario avere o installare un portapacchi anche sulle ruote anteriori.
Le borse andranno portate con voi quando salirete sul treno o sull’aereo, quindi dovranno essere non troppo pesanti e comode da trasportare.

E’ utile anche che la bici sia equipaggiata con un portaborraccia, un porta pompetta, una sacchetta per gli attrezzi con camere d’aria di riserva, e magari un marsupio per documenti e piccoli oggetti. Controllate di avere luci funzionanti (ricaricabili oppure con batterie reperibili facilmente) e magari portate anche un giubbetto catarifrangente.
Prima di partire fate un bel check up alla vostra bici, in modo da assicurarvi che sia tutto funzionante (freni, cambio, catena, eccetera). Potete farvi dare una mano gratuitamente dalle tante ciclofficine popolari disponibili in tante città italiane (ma anche estere).

Cosa mettere in “valigia”

Arriva il momento di fare i bagagli: qui bisognerà fare attenzione a rimanere nei volumi che ci permettono le borse. Quello che non dovrà mancare sarà una giacca antipioggia, indumenti ad asciugamento rapido e traspiranti, abiti a cipolla (ma dipende quale sarà la vostra meta). L’idea è di risparmiare sulla quantità di vestiti ma prevedere un lavaggio ogni tanto (anche in una lavanderia automatica).
Abbiamo scoperto a nostre spese durante un viaggio in Olanda che è molto utile portare anche dei pantaloni da pioggia (tipo quelli da moto) e anche dei copriscarpa impermeabili, oltre a un paio di scarpe leggere di ricambio.

Se siete curiosi di sapere qual è l’equipaggiamento di chi è partito per un giro del mondo in bicicletta, il sito di Simona e Daniele è un’ottimo spunto: http://www.becycling.net/equipaggiamento/

Con quale bici partire?

Sicuramente la vostra è la migliore, se la conoscete e ci state comodi. In generale avrete bisogno di un mezzo che non vi lasci a piedi a metà strada, quindi che sia in buone condizioni – o facilmente riparabile (quindi preferibilmente non un “cancello” da supermercato). Scegliere il modello della bici è questione personale; la mia impressione è che si viaggi meglio con bici da trekking (anche dette ibride o da viaggio) perché uniscono la comodità delle city bike alla velocità delle bici da corsa, con ruote di solito larghe e “grippanti” quasi come le mountain bike. Ne esistono tanti modelli, più o meno sportivi, e più o meno leggeri.
Personalmente non sopporto a lungo la posizione che sono costretta ad assumere sulle mountain bike, e di solito questo tipo di bici pesa anche più del necessario a causa di ammortizzatori e larghezza degli pneumatici.
Una normale city bike potrebbe non avere marce sufficienti (o non averne affatto), e una bici da corsa è troppo leggera (e spesso del tutto inadatta) per il montaggio del portapacchi.

Volete ancora aiuto?

Se proprio non avete tempo di organizzare il vostro viaggio in bicicletta o se ancora non ve la sentite di partire in autonomia, esistono tour operator specializzati sui viaggi in bicicletta. Tra i più conosciuti c’è Girolibero, che organizza vacanze di diverse lunghezze in Italia e in tutto il mondo, in gruppo ma anche individuali. Di solito i tour operator offrono anche un servizio di noleggio bici ma soprattutto di trasporto bagagli tra una tappa e l’altra, e spesso anche il noleggio di carrelli posteriori a una o due ruote per bagagli aggiuntivi, bambini o animali.

Viaggio meno di quanto vorrei. Cerco animali e paesaggi mozzafiato. Creo colonne sonore e guido volentieri.

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